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ADOTTA A DISTANZA

POVERTÀ EDUCATIVA

La pandemia da Coronavirus che ha colpito il mondo intero ci ha proiettato in una situazione di emergenza che non si viveva dai tempi del dopoguerra. La profonda crisi sanitaria legata al virus ha portato alla chiusura di tutte le attività commerciali, e ciò ha avuto pesanti conseguenze da un punto di vista economico.
Il virus ha avuto ripercussioni anche sull’istruzione: la chiusura degli istituti scolastici ha visto dirigenti e insegnanti impegnati nel tentativo di dare continuità al percorso di alunni e studenti attraverso il nuovo metodo della Formazione a Distanza (FAD), che ha stravolto il consueto modo di concepire la scuola. Tanti bambini e ragazzi comunque hanno avuto difficoltà a fruire dell’istruzione per la carenza, in molte famiglie già povere, di risorse e strumenti quali tablet o pc.
Nonostante gli sforzi è risultato difficile rimpiazzare dei metodi che erano basati sulla relazione interpersonale e sul contatto giornaliero; la formazione a distanza ha evidenziato inoltre un sistema-scuola non al passo con i tempi, privo di vere competenze “digitali”.
La povertà economica, accentuata dalla pandemia, ha evidenziato un problema ad esso strettamente connesso ed altrettanto grave: quello della Povertà Educativa.
“Un minore è soggetto a povertà educativa quando il suo diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti è privato o compromesso” (*).
La nozione di povertà educativa è stata introdotta da alcuni sociologi ed economisti alla fine degli anni ’90 per sottolineare che la povertà è un fenomeno multidimensionale; la sua misurazione è affidata ad alcuni indicatori come i livelli di competenza linguistica, matematica, scientifica o economico-finanziaria, l’abbandono scolastico, le qualifiche formative acquisite.
Secondo i dati OCSE-Pisa riferiti al 2018, il 24% dei ragazzi italiani di 15 anni non raggiungeva le competenze minime in matematica, il 26% in scienze ed il 23% in lettura. In parole povere, circa un quarto dei 15enni non era capace di applicare in contesti sia scolastici che extra scolastici le conoscenze relative alla matematica, lettura e scienze apprese a scuola.
Questi dati, che dipingono una situazione inquietante del livello culturale dei millennials italiani, fanno riflettere su quale difficile condizione vivano i giovani nel Sud del mondo, in nazioni dove la povertà e la miseria sono una condizione comune alla maggior parte delle persone.
Uno studio dell’UNESCO (*) conferma che nel 2015 ben 264 milioni di bambini, ragazzi e giovani sono rimasti esclusi dal percorso scolastico; oltre un terzo di questi ragazzi (92 milioni) vive nella regione dell’Africa Subsahariana e 33 milioni nel sud-est asiatico.
Sebbene questi dati siano davvero impressionanti, il sostegno a distanza svolge un ruolo estremamente importante nella lotta alla povertà educativa. Nei tanti anni di impegno in favore dei più deboli, ADI-aid ha sempre contribuito perché ogni forma di disparità, sia essa economica, culturale, sociale e religiosa, venisse cancellata. Fornire istruzione aiuta a ridurre la povertà, perché una formazione più elevata presuppone l’acquisizione di competenze superiori e quindi livelli di reddito più alti e minore dipendenza da qualsiasi forma di mera sussistenza.
Sempre lo stesso studio dell’UNESCO rivela che ben 60 milioni di adulti potrebbero sfuggire alla povertà se avessero frequentato la scuola appena due anni in più. Se tutti gli adulti completassero la formazione secondaria, 420 milioni di persone potrebbero uscire dalla soglia della povertà, dimezzando il numero di poveri attuali nel mondo e riducendolo di ben 2/3 nell’Africa sub-sahariana e nel Sud-est asiatico.

Consegna delle borse di studio per gli universitari

Queste informazioni ci incoraggiano a svolgere con sempre maggiore impegno il nostro servizio, che punta a far ottenere ai ragazzi sostenuti non solo un’istruzione di base, ma anche il raggiungimento di elevati traguardi formativi, come il diploma ed anche la Laurea; ADI-aid sostiene infatti un intero Liceo a Ouagadougou, in Burkina Faso, ed ha donato circa 15 borse di studio a dei ragazzi che stanno studiando all’università.
ADI-aid è in prima linea anche nella lotta ad un’altra forma di povertà, ben più subdola e per questo più pericolosa: la povertà spirituale! Ogni nostro sforzo in ambito educativo e sociale non sarebbe utile se tutto questo non fosse supportato dal desiderio di condividere Colui che ci ha dato il Suo bene più prezioso: Gesù.
“Quel che fa ricchi è la benedizione del Signore” (Proverbi 10:22)

Fabio COSTANZA
Staff ADI-aid